02 Mar 2020

BREVI E INTERESSANTI ESTRATTI DA LIBRI DI PSICOLOGIA (1)

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Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni . Universale Bollati Boringhieri – ristampa

“Pregai il collega di usare la sua influenza per favorire il nostro comune conoscente, che proprio allora aveva iniziato la sua attività di medico” p178

“Anzi, persino il museo di escrementi umani è passibile di una lieta interpretazione. Per quanto schifo io ne provi nella realtà, nel sogno esso è una reminiscenza del bel paese, l’Italia, nelle cui cittadine, come si sa, i gabinetti non appaiono molto diversi” p428

Alejandro Jodorowsky, La danza della realtà. Universale Economica Feltrinelli Milano – III ed.

“m’infilavo il dito nel naso, fabbricavo palline e le appiccicavo al muro tappezzato di carta celeste” p22

“Le nostre frecce non colpiscono mai il centro del bersaglio, perché esso è infinito” p79

“Mi resi conto per l’ennesima volta che quello che credevo di essere era una deformazione arbitraria, una maschera razionale sospesa nelle infinite ombre interne mai esplorate. Più tardi capii che le malattie non sono nostre ma di chi crediamo di essere. La salute si ottiene vincendo le proibizioni, abbandonando vie che non ci appartengono, smettendola di inseguire ideali imposti per riuscire a diventare se stessi: la coscienza impersonale che non si autodefinisce.” p 132

“Il corpo era un libro vivo. Nel lato destro si esprimevano i legami con il padre e i suoi antenati. Nel lato sinistro i legami con la madre. Nei piedi c’era l’infanzia. Nelle ginocchia, l’espressione carismatica della sessualità virile. Nei fianchi, l’espressione del desiderio femminile. Nella nuca, la volontà. Nel mento, la vanità. Nell’inguine, il coraggio o la paura. Nel plesso solare, la gioia o la tristezza. P 142

“Il teatro è una forza magica, un’esperienza personale non trasmissibile. Appartiene a tutti. Basta che ti decida ad agire in un modo diverso da quello di ogni giorno perché questa forza trasformi la tua vita. p 161

“Stavamo per metterci d’accordo sulla possibilità di girare il film in luoghi reali, mostrando miracoli veri, stregoni autentici, senza l’uso di effetti speciali, trucchi che avrebbero trasformato ogni insegnamento in favolette banali, quando Castaneda venne colto da violenti dolori allo stomaco, una cosa che, mi disse tra i gemiti, non gli succedeva mai. In montagna beveva sempre l’acqua dei ruscelli senza problemi, ma in città, dove l’acqua era potabile a tutti gli effetti, gli veniva la diarrea.” p 220

W. Reich, Analisi del carattere. Sugarco Editore – I ed.

“Ogni paziente ha la tendenza a rimanere ammalato” p46

“Sarà senz’altro più gradevole avere in cura un paziente cortese anziché un paziente scortese, molto franco, che per esempio dice subito all’analista che è troppo giovane o troppo vecchio, che non ha un appartamento ben arredato o che sua moglie è brutta, che non è intelligente o che ha un aspetto troppo ebreo, che si comporta come un nevrotico e che dovrebbe farsi analizzare, e altre amenità del genere”     p56

“In breve i requisiti a cui deve rispondere l’analista sono altrettanto importanti delle difficoltà che incontriamo nell’attività pratica. In modo particolare l’analista dovrà rendersi conto che il suo lavoro si svolge in violento contrasto con la maggior parte delle posizioni accanitamente difese dalla società borghese, e che per questo motivo andrà incontro alla inimicizia, al disprezzo e alla calunnia, a meno che non preferisca, a spese delle sue convinzioni teoriche e pratiche fare concessioni ad un ordinamento sociale che è in diretta e insolubile contraddizione con le esigenze della terapia delle nevrosi.” p180

“Le guerre imperialistiche e la lotta di classe compensano ampiamente i pericoli della preistoria” p205

“Forse la scienza riuscirà un giorno a realizzare questo sogno della felicità in terra, forse la scienza riuscirà un giorno ad essere politica, e la politica ad essere scientifica. Allora al posto della domanda eternamente senza risposta sul senso della vita subentrerà la sua vera realizzazione” p436

“Se desideriamo conoscere la verità su certi fatti sociali, studiamo Ibsen o Nietzsche entrambi divenuti ‘pazzi’ e non gli scritti di qualche diplomatico ben adattato o le risoluzioni dei congressi del partito comunista” p486

“Gli schizofrenici hanno avuto il coraggio di affrontare ciò che normalmente è schivato” p552

“La paziente si presentò a questa seduta di buon umore e, con mio grande stupore, respirando pienamente. Ma aveva aggiunto altri tre tagli attraverso quello praticato il giorno prima. Spiegò: “Ho dovuto farlo per conto delle ‘forze’”; altrimenti si sarebbero arrabbiate a causa della incompletezza del taglio…Doveva essere una croce…Ho paura che esse (le ‘forze’) non perdoneranno l’intervallo di 24 ore fra il primo taglio e l’aggiunta delle successive croci…” Era evidente che ella si era tagliata nel tentativo di alleviare bio-energeticamente la sua terribile tensione emozionale della regione del diaframma. Questo viene chiamato ‘pazzia’ negli schizofrenici. Si chiama ‘usanza nazionale dell’hara-kiri’ quando un generale giapponese fa la stessa cosa seguita dalla morte. Fondamentalmente, si tratta della stessa cosa; entrambe hanno la funzione, sia nello schizofrenico che nel generale, di eliminare l’insopportabile tensione emozionale nella parte superiore dell’addome.” p541

J. Holmes, La teoria dell’attaccamento. Raffaello Cortina – I ed.

“Le forze dell’uomo e della donna impegnate nella produzione di beni materiali contano come attivo in tutti i nostri indici economici. Le forze dell’uomo e della donna dedicate alla produzione, nella propria casa, di bambini sani, felici e fiduciosi in se stessi, non contano affatto. Abbiamo creato un mondo a rovescio […] La società in cui viviamo […] in termini evoluzionisti […] è una società veramente peculiare. Esiste di conseguenza il grande pericolo di adottare norme sbagliate. Perché proprio come una società in cui esiste una cronica insufficienza di cibo può assumere come sua norma un livello di nutrizione deplorevolmente inadeguato, così è possibile che una società nella quale i genitori dei bambini piccoli vengono abbandonati a se stessi in una cronica insufficienza di aiuto, consideri questo stato di cose come normale” (J. Bowlby) p211

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